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PROGRESSIONI VERTICALI IN DEROGA: PIÙ TEMPO FINO AL 2026, MA SERVONO REGOLE PIÙ SOLIDE

14 Maggio 2026

Il nuovo CCNL Funzioni Locali 2022-2024 ha riaperto una finestra importante per gli enti locali: le progressioni verticali in deroga potranno essere espletate fino al 31 dicembre 2026.

La proroga, confermata dall’Aran tra le novità del contratto sottoscritto il 23 febbraio 2026, offre anche alle Province un’occasione preziosa per programmare meglio i percorsi di valorizzazione del personale interno.

Più tempo non significa maggiore libertà senza regole.

Le recenti sentenze amministrative stanno infatti costruendo un quadro operativo molto puntuale: criteri di valutazione, titoli di studio, modalità di presentazione delle domande, prove selettive, peso dell’esperienza e utilizzo delle graduatorie devono essere disciplinati con attenzione.

Il messaggio che arriva dalla giurisprudenza è chiaro: la progressione verticale in deroga non è un concorso pubblico ordinario, ma neppure una procedura interna priva di vincoli.

L’anzianità può essere valorizzata, ma non può diventare un vantaggio irragionevole a danno di chi possiede titoli di studio superiori. I punteggi devono rispettare l’equilibrio previsto dal contratto tra titoli, competenze ed esperienza. La prova orale o l’assessment sono strumenti legittimi, purché previsti dal regolamento o dall’avviso e non trasformati nell’unico criterio decisivo.

Particolarmente rilevante, per gli enti, è anche il tema dei titoli di accesso. Secondo il TAR Campania, Napoli, sentenza 24 aprile 2026, n. 2620, l’amministrazione può richiedere uno specifico titolo di studio coerente con il profilo da coprire, se tale previsione è contenuta nel regolamento dell’ente; la tabella C del CCNL non elimina automaticamente questa potestà regolamentare.

Per le Province, dunque, il 2026 non è solo un anno in più per procedere. È il tempo utile per rivedere fabbisogni, avvisi e criteri, evitando automatismi e costruendo selezioni coerenti, motivate e realmente comparative.

Un approfondimento sul tema è stato pubblicato sul Blog di Pi.Co. mentre una discussione è stata aperta sul Forum di Pi.Co.

Redattore: Redazione UPI